Un trekking da sud a nord, a sostegno di malattie autoimmuni, natura e piccoli borghi

Un viaggio ad emissione zero e zero rifiuti e con due messaggi nobili da divulgare: valorizzare le bellezze dei piccoli borghi italiani e diffondere la conoscenza delle malattie autoimmuni.
Questi i propositi che hanno spinto Gianluca Mantovani e i suoi amici dell’associazione Vagamonti di Prato a realizzare Italia 100 giù per su: un trekking di circa 100 giorni da sud a nord, da Lampedusa a Valle Aurina, in Trentino Alto Adige.

Ho avuto la possibilità di conoscere da vicino l’entusiasmo e la determinazione di Gianluca, 47enne dedito all’escursionismo da quando ha dovuto lasciare lo sport outdoor per le sue patologie. Affetto sia da artrite reumatoide che dalla sindrome di Sjogren, Gianluca non si è mai fermato. Ha solo rallentanto, come ci tiene spesso a dirmi mentre mi racconta la sua storia! Da quando ha dovuto lasciare la corsa agonistica e il trail, si è dedicato al trekking riscoprendone i benefici. E da lì il sogno di percorrere un lungo cammino. Un sogno che ora diventa realtà.

Casa Bastone, località Retaia, Prato, gestita dall’associazione Acquerino Cantagallo

Ho incontrato Gianluca a più di 400 mt sul livello del mare, in località Retaia, Prato, presso il punto di ritrovo per eccellenza degli appassionati di escursionismo della zona, Casa Bastone. Immersa in un’area naturale egregiamente curata dall’associazione Acquerino Cantagallo, l’antica casa colonica è stata la location dell’evento inaugurale del trekking di Gianluca, e nell’occasione è stato piantato un albero in uno dei terrazzamenti collinari dell’area che ne ospita già tanti. Il Sorbus domestica (sorbo), un omaggio di Valentina Nicastro appassionata di alberi e sostenitrice della causa di cui si fa promotore Gianluca con la sua iniziativa, è ora il simbolo di Italia 100 giù per su.

La realizzazione del trekking
È un progetto a più mani di circa 2 anni di “studio” che vede coinvolto tutto il team di Vagamonti, una neo associazione che si definisce “luogo dove aiutare gli altri camminando“.
Il cammino è lungo 2.507 Km e attraversa oltre 200 piccoli comuni della nostra penisola da sud a nord: si snoda tra antichi tratturi, sentieri e percorsi immersi nella natura di tutta Italia.
La piccola Tosca – foto di Vagamonti

A percorrerlo però sarà solo Gianluca. Anzi proprio solo no: a fargli compagnia, infatti, la sua fidata compagna di avventure a 4 zampe, Tosca, una piccola Border Collie di 2 anni. Una vera carica di energia! Il 1 Aprile insieme partiranno da Lampedusa per arrivare in circa 100 giorni in Valle Aurina, in Trentino Alto Adige. Tutto completamente a piedi! Una media di 25 km al giorno con zaino in spalla e tanta voglia di scoprire posti nuovi e conoscere persone del luogo.

Tappa dopo tappa, il lungo trekking sarà un continuum di emozioni, di sinergie, di scoperta dove nulla è lasciato al caso! Infatti Gianluca, oltre ad essere monitorato 24h/24 da una fidata “cabina di regia” (i suoi amici di Vagamonti) grazie al satellitare che segnerà passo dopo passo i suoi spostamenti, percorrerà tutti i sentieri seguendo la traccia realizzata da Piero il quale, esperto alpinista, ha curato la parte più delicata del progetto: l’itinerario. A lui si devono i collegamenti tra sentieri, soste presso punti d’acqua dove fare rifornimento, la scelta di antichi borghi piuttosto che altri. Insomma un lungo percorso in sicurezza, che si cala nella natura degli Appenini e delle Alpi ma senza mai allontanarsi troppo dal centro abitato. Il tutto tenendo conto anche delle esigenze di Gianluca. Il mio cammino è un percorso ad hoc – spiega Gianluca – basato esclusivamente sulle mie necessità, evitando altimetrie, eccessive pendenze che potrebbero affaticarmi”. Sono inoltre previste tappe in alcuni centri ospedalieri d’Italia, già informati del suo arrivo, dove seguirà le terapie a cui deve sottoporsi periodicamente.

Un trekking aperto a tutti
Anche se Italia 100 giù per su nasce con l’idea di dormire in tenda in natura e/o presso aree attrezzate, la calorosità dell’ospitalità italiana si è fatta sentire subito! Durante l’organizzazione dell’itinerario, infatti, sono arrivati tantissimi inviti da persone e associazioni disposte ad ospitare Gianluca. Dopotutto il team di Vagamonti negli ultimi mesi si è dato molto da fare creando relazioni con enti e realtà associative delle località attraversate dal cammino, con le quali sono stati pianificati eventi e incontri tematici tappa dopo tappa.
Tra le tante, grande attesa per quella ad Anversa degli Abruzzi dove Gianluca, ospite di un’azienda agricola locale, percorrerà “un antico tratturo in compagnia di un pastore, 2oo pecore e i cani del gregge. Deve essere bellissimo!
La collaborazione con le realtà locali è il valore aggiunto per dare risalto al patrimonio artistico, culturale e naturalistico dei borghi che lo ospiteranno e che faranno da cornice anche ad iniziative di sensibilizzazione sulle malattie autoimmuni. Appuntamenti che hanno anche lo scopo di invogliare chiunque a mettersi in cammino con Gianluca, anche se per un breve tratto!
Ognuno con il proprio passo, ognuno con i propri tempi.
Infatti, la grande novità di questo cammino, è che è aperto a tutti: chi fosse interessato a partecipare agli eventi o raggiungere Gianluca tappa dopo tappa, potrà farlo. La sua posizione GPS in tempo reale sarà disponibile sul sito di Vagamonti a partire dal 2 Aprile.
Foto di Vagamonti
E’ cosi che Italia 100 giù per su diventa anche un inno alla vita e un invito a non arrendersi mai e a godere a pieno della vita, anche davanti alle difficoltà. E Gianluca, che purtroppo è affetto da ben 2 malattie croniche, ne è la testimonianza!
Un buon 50% dei progressi delle mie patologie – spiega – lo devo al potere benefico delle mie attività all’aria aperta e al trekking“. “Non faccio niente di straordinario –  aggiunge – sono una persona normale ed è questo che voglio trasmettere agli altri. A fare la differenza è solo la volontà: crederci e non smettere di sognare è alla base della vita“.
L’ottimismo e la vitalità di Gianluca da sole basterebbero a motivare chiunque! E sul tema delle patologie autoimmuni aggiunge che “la medicina sta facendo passi da gigante, va aiutata, per questo è importante diffondere la conoscenza di certe malattie, e chi ne è affetto deve andare avanti, anche lentamente ma non deve fermarsi, nel rispetto della vita stessa e di chi ci vuole bene e ci supporta! C’è tanta bellezza intorno a noi che alla fine ci ripagherà sempre delle piccole difficoltà quotidiane“.

Un viaggio ecosostenibile
Percorrere più di 2000 Km sfruttando solo la resistenza delle proprie gambe e la potenza della propria tempra (oltre al traghetto dello Stretto di Messina, non sono previsti mezzi pubblici), fa di Gianluca l’icona della sostenibilità! “Nel cammino c’è tanta attenzione anche all’aspetto ecologico e ambientale – dice – e cercherò di produrre zero rifiuti“. Impegnato anche sul fronte ambientalista, Gianluca si dice convito della fattibilità, nella vita di tutti i giorni, di ridurre notevolmente la produzione di rifiuti e inquinamento in base al nostro stile di vita.
Ecco il suo esempio!
In media percorro 4000 km l’anno – spiega – uso la macchina solo per andare in montagna da cui inizio le mie escursioni. Lavoro a 4km da casa e vado sempre a piedi, in media sono 40 minuti, tempo che normalmente perderei stando fermo in auto nel traffico ad innervosirmi!” Su come assumere comportamenti più sostenibili aggiunge: “Bastano piccoli cambiamenti quotidiani, senza stravolgere la propria vita!
Per i 100 giorni di cammino, Gianluca si servirà solo del suo zaino di appena 17 chili.
Foto di Vagamonti

Per 3 mesi – aggiunge sorridendo – avrò la mia vita dentro a 40cmx70cm“. Oltre agli effetti personali e ai pochi ricambi di abbigliamento tecnico e al necessario in caso di pioggia, porterà con sè “un pannellino solare da 20 watt necessario per ricaricare le power bank che mi rendono autonomo. Avrò acqua di cui mi rifornirò in cammino in punti già localizzati, 2 torce notturne, la tenda, il materassino e il cuscino, sì ho anche il cuscino pieghevole! A chi mi chiede se starò comodo, io rispondo di sì!

E a vedere il suo sorriso mentre ne parla, aggiungerei anche felice!
Infine, ma non per ultimo, l’occorrente per Tosca!

Nei 17 chili di zaino, 4 sono per il cibo di Tosca – spiega – ogni 20 giorni i miei amici me lo spediranno in dei punti che abbiamo già individuato“.

Dal docufilm del cammino ad attività all’aria aperta dedicate ai disabili: i buoni propositi di Vagamonti

Il cammino è completamente autofinanziato e sostiene il crownfounding tramite larete del dono dell’ARG-Italia Onlus (a sostegno della ricerca per l’artrite reumatoide giovanile), in linea proprio alla tema cardine del cammino e alle attività di Vagamonti. Quanto a queste, Gianluca ha già tante idee da attuare al suo ritorno: “Ho già creato contatti con enti locali di Prato e associazioni sensibili al tema della disabilità con cui collaborare per realizzare escursioni e attività all’aria aperta dedicate proprio a chi ha patologie specifiche“. E con tanta positività e determinazione, Gianluca conclude: “L’idea è di procurarci attrezzature idonee per portare qui in collina persone con problemi di mobilità“. Un obiettivo ambizioso che richiederà anche sforzi economici per i quali Vagamonti spera nel supporto di uno sponsor intenzionato a sostenere la loro causa.

Foto di Vagamonti
Nel frattempo, tutto il materiale video che sarà raccolto durante il cammino, grazie anche al supporto di Andrea, fotografo e video maker di Vagamonti che raggiungerà Gianluca nelle sue tappe più significative, servirà alla realizzazione di un docufilm!
Intanto ecco una piccola anteprima video in cui Gianluca ci racconta del suo cammino.
Il nostro più grande in bocca al lupo a lui, alla piccola Tosca e a tutto il team di Vagamonti 😉
Li seguiremo nel corso del trekking!